Arresto Cardiaco Improvviso
ARRESTO CARDIACO IMPROVVISO
Secondo i dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità, ogni anno in Italia i decessi per arresto cardiaco improvviso sono circa 73.000, con una frequenza di 200 vittime al giorno, una ogni 7,2 minuti.
Le persone colpite da arresto cardiaco improvviso sono di ogni età, apparentemente sane e le cui condizioni fisiche non farebbero prevedere la loro morte in quel momento. Il più delle volte non vi sono stati precedentemente sintomi di qualsiasi natura o segni premonitori.
E’ noto come anche sportivi professionisti, che vengono regolarmente sottoposti a controlli medici di ogni genere, sono morti a causa di un arresto cardiaco improvviso.
L’arresto cardiaco improvviso può essere causato da una malattia cardiaca fino a quel momento rimasta sconosciuta. Naturalmente colpisce anche chi ha già subito una grave patologia cardiovascolare.
La maggior parte delle morti improvvise dipende da un’aritmia cardiaca grave, il più delle volte da una fibrillazione ventricolare, spesso preceduta da una tachicardia ventricolare. Alla base vi è un cattivo funzionamento del sistema elettrico del cuore.
Mentre nell’infarto miocardico si ha la morte del muscolo cardiaco causata da un’ostruzione delle coronarie che blocca il regolare afflusso di sangue ossigenato al cuore, nella morte cardiaca improvvisa si ha una sorta di “corto circuito elettrico” del cuore.
In condizioni normali gli impulsi elettrici determinano delle contrazioni ritmiche e regolari del muscolo cardiaco, che gli permettono di pompare il sangue verso tutti gli organi e i tessuti.
Se però il sistema elettrico “va in tilt”, si verificano dei ritmi cardiaci anomali che determinano la Tachicardia Ventricolare (TV), con una forte accelerazione del battito cardiaco ed una conseguente riduzione del flusso sanguigno, e la Fibrillazione Ventricolare (FV); in questo caso i segnali elettrici diventano estremamente rapidi e caotici. Il cuore non riesce più a contrarsi ma fibrilla (vibra), perdendo la sua funzione di pompa ed il sangue non arriva più al resto del corpo ed in particolare al cervello che, non essendo più ossigenato, in un brevissimo lasso di tempo può subire danni irreversibili fino alla morte dell’individuo.
Se non si interviene immediatamente con il massaggio cardiaco, la respirazione bocca-bocca ed un defibrillatore, erogando al cuore uno shock elettrico che ne ripristini il suo ritmo regolare, la morte sopravviene in pochi minuti.
Oltre il 70% delle vittime di Fibrillazione Ventricolare muore prima di giungere in ospedale.
Con l’arresto cardiaco si ha un’improvvisa perdita della funzione del cuore che “può” portare alla morte. Ma se si provvede ad intervenire con manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP) corrette e tempestive, e se si ha immediatamente a disposizione un defibrillatore, l’arresto cardiaco può regredire, restituendo così la vita al paziente.
Il tempo a disposizione per intervenire è molto limitato!
La possibilità di sopravvivenza si riduce del 10 – 12% per ogni minuto che trascorre prima della defibrillazione. Dopo 5 minuti le possibilità di ripresa sono già scese al 50%, dopo 8 minuti al 20%.
Il danno anossico cerebrale inizia dopo circa 4 / 6 minuti di assenza di attività cardio-respiratoria. Dopo 10 minuti le lesioni cerebrali divengono irreversibili.
Il sistema di emergenza 118 raramente è in grado di arrivare sul posto prima di 8 – 10 minuti.
Per la sopravvivenza del paziente colpito da arresto cardiaco è quindi fondamentale l’azione dei testimoni dell’evento, con il pronto allertamento del servizio medico d’emergenza, l’inizio della rianimazione cardio-polmonare e l’utilizzo di un defibrillatore semiautomatico esterno.
Se il defibrillatore non è immediatamente disponibile, si possono guadagnare minuti preziosi iniziando prontamente la RCP ( massaggio cardiaco e respirazione bocca – bocca ). La defibrillazione è una manovra salvavita che deve essere effettuata al più presto.
La Legge N° 120 del 3 aprile 2001 consente anche a soccorritori non sanitari, previo corso di addestramento BLSD, di intervenire.
I corsi BLS-D servono ad apprendere, in teoria e nella pratica, come :
– Riconoscere un arresto cardiaco
– Praticare il massaggio cardiaco esterno
– Effettuare la respirazione bocca – bocca
– Applicare ed usare il defibrillatore
– Porre il paziente nella posizione laterale di sicurezza
– Eseguire le opportune manovre, in caso di soffocamento da ingestione di corpo estraneo
I corsi BLS-D insegnano ad intervenire sia sugli adulti che sui bambini ed i lattanti.
I Corsi BLS-D erogati dal Centro di Formazione DOVIMED consentono il conseguimento del BREVETTO legalmente riconosciuto che dà Crediti Scolastici ed è richiesto per varie tipologie di Assunzioni e Concorsi Pubblici.
Per informazioni ed iscrizioni:
DOVIMED Tel. / fax 0761 570514 Cell. 335 6937393, 334 3426817 dovimed@dovimed.it
NB.: Possono essere richiesti anche corsi a domicilio per un minimo di 5 partecipanti.
corsi BLS-D corsi BLS-D corsi BLS-D corsi BLS-D corsi BLS-D corsi BLS-D corsi BLS-D corsi BLS-D corsi BLS-D corsi BLS-D corsi BLS-D corsi BLS-D corsi BLS-D